Lettera da un lettore: il futuro dipende da noi

Riceviamo e pubblichiamo

E’ ormai troppo tempo che parlando con colleghi giovani e meno giovani …avverto una forte disaffezione verso questa nostra Azienda.

Da qui le mie riflessioni …

L’ATAC non è solo… chi la governa …chi l’amministra o… ancora… chi ne gestisce il personale

l’ATAC siamo soprattutto TUTTI  NOI …che malgrado gli alti e bassi delle capacità/competenze  di chi viene chiamato a dirigerci …ogni giorno cerchiamo di fare al meglio ciò che siamo deputati a fare!

A mio avviso l’errore più grave che abbiamo fatto è stato quello di abbassare lo sguardo …gli scandali che hanno coinvolto ATAC …hanno contribuito a farci assumere un atteggiamento di turbamento sia dentro sia fuori il posto di lavoro, portandoci verso una critica spietata …che ci vede vittime sacrificali di un sistema avariato!

Ora Basta !!! Ricordiamoci quanto siamo fortunati …stiamo dentro una Crisi Mondiale che coinvolge ogni aspetto della società ….più della metà del nostro Paese non può contare sulla stabilità del posto di lavoro ……e noi che lo abbiamo, stiamo lì a lamentarci con amarezza su come è stato ridotto?

Ricordiamoci che siamo NOI  a fare il LAVORO !! Ognuno di noi se vuole è in grado di imprimere la sua impronta in ciò che fa …fosse anche la più semplice o umile delle attività ….ma per farlo dobbiamo Alzare la Testa …non aver timore di esprimere quello che siamo veramente !

Il sistema si è avariato con la  complicità  più o meno consapevole di tutti noi  ….ma niente ci impedisce oggi di essere diversi !

Svegli, partecipi e responsabili di un lavoro che ci dà  dignità nell’offrire un servizio essenziale per Roma Capitale ! Caratterizziamolo, allora, con i valori racchiusi in ognuno di noi orgogliosi di esprimerli al meglio in quello che facciamo !

Non lasciamo che ……delle discutibili iniziative aziendali …. ci mettano gli uni contro gli altri …..battiamoci affinchè venga  riconosciuto il  merito in qualsiasi posizione  esso sia espresso….senza dimenticare mai che ogni dipendente con il suo lavoro offre  un contributo unico che condiviso , rende l’Azienda  forte e capace di vincere ogni sfida …anche in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo!!!

Posted in Lavoratori | Tagged , , , , , , , , , , , , , , | Leave a comment

Meno dispotismo manageriale, maggiore centralità dell’uomo

E’ quasi una strada obbligata: se vogliamo restituire centralità al lavoro per dare ossigeno all’economia nazionale, è necessario irrobustire la coscienza sindacale. Intere generazioni sembrano distratte, per nulla motivate. Sono refrattarie a quello spirito di servizio che è alla base della cultura sindacale. Credono che “altri” debbano coltivare e difendere i loro stessi diritti, ma con questa abdicazione privano il Sindacato di forze giovani, di nuove energie, nuove idee, nuove proposte.

Si tratta di un’apatia che non porta da nessuna parte. Anzi, torna come un boomerang sugli stessi lavoratori, da qualche tempo presi di mira da manager (chiamiamoli così) davvero poco illuminati e tutti protesi verso l’affermazione dell’utile aziendale e tutti rapiti da strane, singolari leggi di mercato, che hanno portato il Paese sull’orlo della bancarotta.

Strada obbligata per superare questo periodo di difficoltà non è certo l’abolizione o la revisione dell’art. 18, né altre scorciatoie a spese dei lavoratori, ma la riappropriazione del Sindacato di tutte le sue componenti, soprattutto quelle giovanili che vivono di rendita nella difesa dei diritti che ancora restano, ma che non sono per nulla motivate nell’impegnarsi a dare un proprio contributo in uno spirito di solidarietà e di partecipazione.

Negli ambienti di lavoro, purtroppo, non si respirano più i fermenti di sostegno reciproco che hanno portato alla protezione dell’occupazione e alla progressiva affermazione di diritti irrinunciabili. Si registra, invece, un’aria di stanchezza e di sfiducia e tutto si comincia ad accettare dal versante aziendale quasi sia oscura forza del destino. Ci si sente soli, abbandonati e si lasciano prevalere gli egoismi. A nessuno viene in mente che questi atteggiamenti rappresentano soltanto l’anticamera della decadenza di quei valori costruiti nel tempo e che hanno consentito ai lavoratori di esprimersi al meglio proprio perché difesi e protetti.

Ma se questo è, il Sindacato deve piegarsi su se stesso. Deve studiare e risolvere il problema dell’apatia di intere generazioni. Deve adeguarsi al loro linguaggio, ai loro moderni strumenti della comunicazione, alle loro esigenze immediate e future. Deve, in sostanza, rifondarsi, favorendo la partecipazione di tutti senza lasciare alcuno per la strada. Deve coinvolgere i lavoratori facendo leva sui valori umani che nessuna tecnologia, ancorchè innovativa, potrà mai sostituire. Occorre, cioè, fondare un nuovo Umanesimo, con al centro l’uomo e il lavoro, perché soltanto la presenza di una forza-lavoro qualificata responsabile e consapevole è la condizione necessaria per lo sfruttamento delle tecnologie innovative e, dunque, per una crescita di lungo periodo.

Le porte del Sindacato sono aperte e l’apporto di tutte le generazioni di lavoratori è quanto mai d’obbligo in una fase difficile e incerta della vita del Paese. I nuovi innesti  rinvigorirebbero la componente Lavoro e favorirebbero relazioni adeguate ai tempi, scandite sempre nella difesa dei diritti e nell’espletamento dei doveri .

Senza questi innesti saranno ulteriormente destabilizzate le basi collettive tradizionali del sindacalismo, già minate da varietà di tecniche di partecipazione e coinvolgimento, dall’utilizzo di decine e decine di contratti di lavoro atipici, dall’introduzione di non sempre perfette strategie organizzative e soprattutto da un inasprimento di atteggiamenti di manager e datori di lavoro.

Spetta a tutti i lavoratori, nessuno escluso, aumentare il senso di soddisfazione lavorativa attraverso una maggiore autonomia responsabile e una più incisiva partecipazione alla vita associativa per introdurre riforme positive nella gestione dei rapporti di lavoro in nuove organizzazioni aziendali.

Posted in Lavoratori | Tagged , , , , , , , , , | Leave a comment

11 maggio 2012: Sciopero TPL

E’ stato indetto uno sciopero regionale del Trasporto Pubblico Locale per venerdì 11 maggio dalle ore 8:30 alle ore 17:00 e dalle 22:00 a fine serivizio.

La vertenza in corso riguarda il forte taglio delle risorse al settore apportato dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma e l’incertezza del futuro aziendale dopo la creazione di una holding comunale per la gestione delle aziende ex municipalizzate.

Posted in Lavoratori | Tagged , , , , , , , , , , , , | Leave a comment

Atac: convention Autisti

A pochi giorni dalla nuova manovra tariffaria, ATAC organizza una convention dedicata agli autisti al fine di comunicare tutte le variazioni intervenute.

L’azienda, in un proprio comunicato, sottolinea come l’aumento dei biglietti sia una misura indispensabile per la riuscita del piano industriale e quindi per l’acquisto di nuovi autobus,  il rifacimento delle stazioni metro e di alcuni capolinea. La convention, dedicata agli autisti in quanto interfaccia con l’utenza,  verrà finanziata con i risparmi ottenuti con la rinuncia alla parte variabile dello stipendio di alcuni dirigenti.

Non si è fatta attendere la risposta dei sindacati con le proprie rivendicazioni che vi alleghiamo. Comunicato Sindacale 04_05_2012

 

Posted in Lavoratori | Tagged , , , , , , , , , | Leave a comment

Stangata sui nidi aziendali

Oggi ancora una volta l’azienda Atac mostra tutto il suo attaccamento verso i propri dipendenti e tutta la sua capacità di azione. Con un comunicato stabilisce le nuove tariffe per i nidi aziendali che subiscono un incremento di più del 10% della fascia oraria quasi totalmente utilizzata (si passa da 250 a 280 euro) e per iscritto dichiara un altro “fallimento” annunciato: la mancata apertura del nuovo asilo nella sede di Prenestina. Dopo anni di lavori, soldi spesi, comunicati vari di prossime inaugurazioni, oggi precisa che neanche il prossimo settembre avverrà l’apertura a causa di “problemi tecnici relativi al rilascio delle necessarie autorizzazioni all’avvio dell’esercizio”. Ci domandiamo: questi problemi tecnici non si conoscevano prima degli annunci e dell’inizio dei lavori? Qualcuno ben informato ci segnala che tali locali non saranno più a disposizione per l’apertura del nido ma molto probabilmente saranno affidati al Dopolavoro.
Un altro mistero che rimarrà insoluto e per il quale nessuno pagherà per la propria incapacità!!!

Posted in Senza categoria | Leave a comment

Compagni e amici, state fermi, calma!!


Risuonano agghiaccianti a distanza di 38 anni gli echi di quel 28 maggio in Piazza della Loggia. Fasi scandite,  il discorso accorato, l’esplosione, il breve silenzio agghiacciante e poi la concitazione, la disperazione , le bestemmie e gli appelli dal palco.  E’ forse un prodigio la Rete con Youtube, con Wikipedia, espande le nostre possibilità di ricordo e conoscenza.  Bastano pochi click, alcune parole chiave scritte ed ecco possiamo leggere i numeri dell’evento, le vittime e in sottofondo far scorrere l’audio registrato…”una bomba!!”, “aiuto!!”, “fermi porco xxx”. Le immagini che appaiono su Google sono terribili e mostrano corpi straziati, sanguinanti, fatti a pezzi e coperti con gli striscioni della manifestazione. Ma noi riteniamo doveroso sceglierne una che rispetti la “pietas” per coloro che hanno perso la vita.
Porterà  questa nuova  tecnologia  alla crescita della coscienza civica collettiva? Migliorerà l’umanità rendendo disponibili a tutti le informazioni sui fatti, sempre più dettagliate? O forse no ?
Forse potremmo assuefarci a tutto l’orrore che pervade il mondo ma che prima sfuggiva ai nostri occhi. Oppure l’estrema apertura di internet permetterà a tutti di avanzare tesi, confutare quelle degli altri in un marasma di opinioni e interpretazioni in cui la verità resterà  elusiva, come lo è sempre stata in questi casi.

La sentenza del  14 aprile scorso emessa dalla Corte d’assise d’appello di Brescia, purtroppo, sembra emergere da un passato lontano. Tutti assolti gli imputati, nessun colpevole. Come per tutte le altre stragi impunite del dopoguerra che hanno funestato questo strano Paese. L’esito era annunciato, nessuno si aspettava qualcosa di diverso. Dopo la sentenza il procuratore Roberto Di Martino dice: “… una vicenda da affidare alla storia”.
Il solito copione che riemerge dal passato, ma oggi nell’era dell’informazione veloce e capillare sembra ancora più vecchio,  strano, grottesco. Rievoca milioni di pagine di atti ammuffite nei tribunali, antichi rapporti fra parti delle istituzioni, i servizi segreti, la criminalità.

Ma quello che ci domandiamo è se una “democrazia compiuta” può permettersi tutto questo.  Come sarebbe oggi  l’Italia se gli esecutori e i mandanti  delle stragi, a tutti i livelli, fossero stati condannati?
Come sarebbe ora la nostra classe politica se tutti i processi di Tangentopoli avessero portato a condanne esemplari ? Chi gestirebbe oggi gli apparati dello Stato e le finanze pubbliche ?
L’impressione è che i dissesti di oggi e la corruzione dilagante siano anche il risultato di sentenze mai scritte.  Forse siamo colpevoli anche noi cittadini e forse con il nostro voto e quello dei nostri padri abbiamo mostrato di non essere pronti per un cambiamento e per la realizzazione di una piena democrazia.
Ma di sicuro i parenti delle vittime non meritavano l’umiliazione finale di dover pagare le spese processuali.

Per ora, con la speranza di veder scritta la verità su qualcosa di diverso da un libro di storia, ricordiamo almeno i nomi  di coloro che sono morti per costruire un Paese migliore:

Giulietta Banzi Bazoli, anni 34, insegnante
Livia Bottardi Milani, anni 32, insegnante
Euplo Natali, anni 69, pensionato
Luigi Pinto, anni 25, insegnante
Bartolomeo Talenti, anni 56, operaio
Alberto Trebeschi, anni 37, insegnante
Clementina Calzari Trebeschi, anni 31, insegnante
Vittorio Zambarda, anni 60, operaio.

Posted in Attualità, Lavoratori | Tagged , , , , , | 1 Comment

Quando si è allo sFASCIO

Certo che in questo periodo in ATAC non ci si fa mancare proprio nulla.  Adesso ci si mette anche qualche idiota che ha provveduto a disONORARE il servizio pubblico con una indecorosa tabellazione. Bisognerebbe forse introdurre in azienda l’ora di storia e di etica.

Posted in Lavoratori | Tagged , , , , | 1 Comment

Chi predica bene, razzola…..

Pensavamo fosse uno scherzo…….. ma ci hanno confermato che è tutto vero…..

Un sindacato noto per essere più volte citato nell’ambito dello scandalo parentopoli ha distribuito un volantino nel quale si scaglia contro i superminimi e gli ad personam.

Se non ricordiamo male, sono proprio i parenti del firmatario del volantino che spiccano ingiustificatamente nella lista delle buste paga più ricche!!! Certo che questa auto accusa ci sembra beffarda….

Leggi il volantino Sindacato

 

Posted in Lavoratori | Tagged , , , , , , , | Leave a comment

Terza Repubblica, nuova Politica

Questa settimana prendiamo spunto dal discorso pronunciato venerdì 20 aprile dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante il seminario di studio in memoria di Luciano Cafagna per proporre alcune riflessioni. Ecco un passaggio del Suo intervento:

…. una grande ed ineluttabile sfida abbiamo oggi davanti: vedere la politica in Italia risollevarsi dall’impoverimento culturale che ne ha segnato la decadenza….

È proprio della “Politica” intesa nel senso più nobile che si attende il ritorno.

Non è un caso che secondo gli ultimi sondaggi la credibilità dei partiti è scesa all’ 8% mentre, per fare un paragone, la credibilità dello stesso Presidente della Repubblica è al 90%. Secondo un sondaggio del Sole24ore solo il 38% degli elettori, oggi, sa per chi votare!

Questo vuol dire che i partiti politici per riconquistare credibilità possono seguire esclusivamente una sola strada: la rinascita attraverso un nuovo modo di relazione e comportamento con la società che rappresentano.

I partiti devono rifondarsi attraverso un processo botton-up che generi un cambiamento delle idee e della cultura di chi ne fa parte. Attualmente sembra anche vecchia l’idea di far prendere parte alla politica la cosiddetta “società civile” che poi, in molti casi, non è stato altro che l’interessamento di una elite (vedi Montezemolo, Dalla Valle ecc.). E’ ora che i partiti siano composti dalla “società reale”, cambino modalità comunicative attraverso una semantica nuova e soprattutto abbiano nelle persone che li compongono testimoni integerrimi.

Il lavoro da fare è notevole ed il tempo è poco. L’attuale legislatura tramonterà tra meno di un anno e poi, abbandonato il governo tecnico, tutto tornerà nelle mani dei partiti. C’è la speranza che qualcosa cambi?

Ci sarebbero tante cose che si potrebbero fare per dare un segnale di cambiamento. In primis ridurre fortemente i privilegi della casta incominciando da una nuova legge elettorale della quale se ne discute ma, attualmente, senza risultati concreti (i politici, hanno davvero la volontà di farsi da soli questo sgambetto?). Si potrebbe proseguire attraverso un rinnovamento delle classi dirigenti che abbiano caratteristiche in sintonia con i valori precedentemente indicati e che non rappresentino esclusivamente un maquillage che nascondano le solite correnti e fazioni a protezione degli interessi di lobby più o meno dichiarate.

Certo non è semplice, davvero esiste un Parlamento che legifera contro gli interessi dei singoli che lo compongono?

Speriamo proprio di essere in errore ma ci sono avvisaglie tutt’altro che confortanti……..

In questi giorni si parla tanto di un nuovo partito di centro, il Partito della Nazione, nato dalla fusione di più componenti politiche. L’idea sarebbe anche positiva ma il problema è che sicuramente a fronte di un nuovo nome ed un nuovo simbolo non ci saranno nuove persone le quali saranno sicuramente quelle che hanno preso parte alla cosiddetta Seconda Repubblica  ed in alcuni casi anche alla Prima.

Ci sembra tanto che quando gli attuali politici parlano di rinnovamento intendano esclusivamente delle tattiche per preservare il loro potere….

Posted in Attualità | Tagged , , , , , , , , , , | Leave a comment

Abbattere il debito per ricostruire il futuro

Segnaliamo il convegno, che si terrà il 3 maggio a Roma, organizzato dall’Associazione Koine’ avente come oggetto una tematica di sicuro interesse: “diminuire il debito pubblico per rilanciare crescita e occupazione”. (Programma in allegato: Convegno-Koine-3Maggio).

Si discutera’ su come ridurre le disuguaglianze, anche ragionando sulle potenzialita’ del Paese, quelle industriali, dell’economia sociale, e del sistema finanziario. Il dibattito sara’ animato da economisti, sindacalisti, politici, managers, imprenditori, rappresentanti del terzo settore.

 

Posted in Attualità | Tagged , , , | Leave a comment

Non perdiamo l’autobus!

La recessione che viviamo comincia a colpire duramente. Le fasce più esposte alla crisi, i pensionati, i lavoratori dipendenti, i precari, che già nel corso degli ultimi 10-15 anni avevano visto eroso il loro potere di acquisto scivolano progressivamente verso un impoverimento che appare inesorabile.

Quasi tutti i provvedimenti di portata rilevante adottati dal nuovo governo intervengono direttamente o indirettamente sulle fasce medio-basse di reddito. L’Imu grava indistintamente su tutti, le riforme delle pensioni e del lavoro di nuovo gravano sui cittadini che vivono del proprio salario e solo di quello.

In attesa che il governo agisca anche sui rentier, sui grandi capitali e sugli evasori con azioni che non si limitino a spettacolari quanto sporadici blitz della Guardia di Finanza, focalizziamo la nostra attenzione su  una misura dell’esecutivo che riguarda direttamente i trasporti. Ovvero, dallo scorso autunno, da quando cioè il prezzo dei carburanti ha subito un’impennata mai registrata in precedenza, assistiamo ad una significativa diminuzione del traffico veicolare privato su tutta la rete stradale ed al concomitante crollo del consumo della benzina.

Leggiamo alcuni dati. I consumi petroliferi italiani nel mese di marzo 2012 sono ammontati a circa 5,4 milioni di tonnellate, con una nuova diminuzione del 10,7% (-645.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2011. Sempre nel mese di marzo le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite del 26,7%.

Tralasciando gli effetti deleteri sull’inflazione possiamo anche considerare alcuni aspetti positivi. Il consumo di combustibili fossili finalmente, e forse per la prima volta, si riduce, la qualità dell’aria migliora soprattutto nei centri urbani. La quantità di anidride carbonica emessa decresce.

La conseguenza che riguarda maggiormente noi addetti al settore è, naturalmente, una forte crescita della richiesta di mezzi pubblici di trasporto.

Purtroppo quello che si deve constatare è che, a fronte dell’accresciuta domanda di servizio pubblico il Comune e l’Atac non stanno provvedendo ad adeguare l’offerta.

Si tenga presente, a tal proposito, che, con la diminuzione del traffico, i tempi di percorrenza delle linee diminuiscono e i bus, nello stesso arco temporale, riescono ad effettuare più corse (a fronte di un aumento di chilometri percorsi) potendo così garantire intervalli di attesa minori.

Di investire su questo potenziale aumento di chilometri da percorrere e sulla conseguente diminuzione degli intertempi e aumento della capacità di trasporto non se ne parla!

Al contrario è in cantiere un drastico taglio di chilometri. Come se nulla fosse cambiato, come se si dovesse proprio ora, in un momento così critico, far semplicemente fronte al deficit (sulla cui origine ormai tutti i cittadini sono informati) semplicemente operando tagli ai servizi all’utenza.

I cittadini con la loro vita, le loro esigenze di mobilità non esistono.

Si assiste quindi al paradosso di vedere circolare meno vetture private, ma di notare grandi assembramenti in attesa alle fermate dei bus. Per non parlare delle umilianti condizioni di sovraffollamento dei mezzi.

Una delle tante “opportunità in tempo di crisi” di cui si favoleggia è proprio quella di poter spostare finalmente fondi e mezzi sui servizi di trasporto pubblico sfruttando la maggior domanda della cittadinanza. Si deve considerare che, comunque, stiamo parlando di un investimento proficuo. Un maggior numero di passeggeri significa maggiori entrate. Non facciamo riferimento a prospettive lontane, ma a un meccanismo che già si è messo in moto. Nei mesi di gennaio e febbraio si registra un aumento dei biglietti acquistati del 7,5%. Di più: fra novembre e dicembre registriamo un aumento del 10,3% sulla vendita degli abbonamenti annuali!

Come si intende investire queste maggiori entrate? Vogliamo forse aumentare il numero di dirigenti?
Se perdiamo questo “bus” rischiamo di far gravare sulle spalle di quelli che maggiormente risentiranno della crisi economica anche il fardello dell’impossibilità di potersi spostare liberamente per lavorare, svolgere le attività quotidiane necessarie e vivere con dignità.

Posted in Attualità | Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 Comments

Petizione su orari accesso mensa aziendale Atac – parte 2

Ad inizio mese di Aprile avevamo ricevuto e pubblicato una petizione di alcuni dipendenti ATAC inerente l’ordine di servizio che disciplinava l’accesso alla mensa della sede di Prenestina secondo la palazzina di appartenenza (vedi http://www.ideeinmovimento.org/riceviamo-e-pubblichiamo-petizione-su-orari-accesso-mensa-aziendale-atac/) .
Ritorniamo sull’argomento per comunicarvi che il Direttore del Personale, Riccardo Di Luzio ha risposto alla petizione. Eccone un breve sunto:

Nella nota inviata ad una dipendente ATAC fa presente come l’aver unificato tre aziende e quindi 12 mila persone ha reso necessario una riorganizzazione all’interno della quale il nuovo orario di frequentazione della mensa, a suo dire l’unico praticabile, è necessario a seguito della variazione dell’orario di lavoro.

Nella lettera di risposta si contestano i termini “autoritario” e “discriminazione”  usati nella petizione in quanto l’organizzazione dell’accesso alla mensa è ritenuto un atto dovuto e nel potere organizzativo dell’azienda.

La nota si conclude con la disponibilità ad analizzare suggerimenti che con spirito costruttivo propongano alternative valide.

Aver ricevuto una risposta alla petizione sugli orari di accesso alla mensa di Prenestina è sicuramente positivo come è indubbiamente opportuno cercare sempre di ascoltare i lavoratori. In fase di definizione dei turni si sarebbe potuta seguire una strada di maggiore condivisione.

Il Direttore del Personale, nella lettera di risposta, si rende disponibile a vagliare alternative e pertanto, vista l’esperienza dei primi giorni con le nuove regole dove la mensa risulta quasi sempre scarsamente frequentata, si  propone di rendere più flessibile la sua fruizione ampliando ed unificando qualche turno.

Posted in Attualità, Lavoratori | Tagged , , , , | Leave a comment

Qualcuno con lo stesso nostro nome……

Oggi è stato distribuito presso alcune sedi ATAC un volantino riportante in alto il nome “idee in movimento”.
Non si tratta di noi, è un caso di omonimia!!!
E’ una strana coincidenza, ma è possibile che manca un po’ di fantasia?

Posted in Senza categoria | Leave a comment

Puntare sui lavoratori, unica chance per diventare un’azienda sana


In questo periodo in ATAC, come più volte scritto, si sta vivendo una fase nella quale sono richiesti ai lavoratori molti sacrifici. Si è iniziato con gli amministrativi ma presto si proseguirà con operai ed autisti. Operazioni concordate dall’azienda con il sindacato non ben spiegate, che hanno generato un malessere diffuso fra i lavoratori stessi.

Tutte azioni comunque legittimate dal momento di crisi che si sta vivendo e pertanto giudicate  fondamentali per il risanamento economico del bilancio.

È proprio su questo punto che si avverte una forte contraddizione, gli esperti in materia di lavoro da sempre sostengono che il risanamento economico e quindi la creazione di un’azienda più produttiva si può ottenere esclusivamente affiancando alle performance finanziarie un eccellente ambiente di lavoro.

La produttività del lavoro non è legata all’aumento dell’orario di lavoro ma è estremamente connessa alla capacità dell’azienda di valorizzare e utilizzare pienamente il contributo Unico che  ciascun dipendente può portare al raggiungimento degli obiettivi aziendali e che serve ad attrezzare al meglio l’organizzazione di fronte alle sfide del mercato

Stiamo parlando di quello che tecnicamente si chiama clima aziendale !

Il lavoro, per chi ne ha uno, occupa sempre più tempo e pertanto pensare che sia esclusivamente il luogo dove ricevere uno stipendio/salario è molto limitativo; oggi sempre più  è divenuto espressione di dignità e realizzazione personale di ogni essere umano!

L’economista Smith già nel ‘700 sosteneva “Un uomo lavora produttivamente se si sente trattato da uomo dove lavora e se sa che dove lavora c’è interesse a che lui stia bene“.

Sono passati un po’ di secoli ed è ora di cambiare passo nell’interesse dei lavoratori e delle aziende!

Nello stile di Idee in Movimento, non possiamo limitarci alle denunce ma andare oltre proponendo delle azioni, e pertanto la nostra proposta si basa fondamentalmente sul promuovere il cambiamento culturale dell’azienda e dei suoi uomini.

L’organizzazione aziendale deve far superare il vecchio modo di “lavorare per parrocchie” ed abbandonando le gerarchie vecchio stampo puntare su un “lavoro per processi” dove ogni lavoratore sa cosa succede a valle e a monte anche a seguito dei suoi comportamenti.

Le risorse umane dovrebbero essere messe in condizione di lavorare in un clima partecipativo ottenibile con un decentramento delle responsabilità (abolendo la logica di esecutori passivi) che permette di sapere sempre quello che fanno e perché lo fanno !

Punto fondamentale, come abbiamo detto, il clima aziendale che se negativo è demotivante  provocando così effetti pessimi sul risultato. Solo attraverso un clima partecipativo e di fiducia unito  al benessere dei lavoratori, l’azienda sarà in grado di avere risultati eccellenti sul lato economico.

Non è semplice ma possibile attraverso l’adozione di comportamenti strutturati del management il quale dovrà essere competente e consapevole del suo ruolo  di dirigente, così come ogni lavoratore dovrà  essere conscio di contribuire con il suo lavoro al raggiungimento degli obiettivi aziendali, facendo la propria parte nel pieno degli onori e degli oneri che se ne genereranno.

Posted in Lavoratori | Tagged , , , , , , , , , , , , | 2 Comments

Roma Capitale, il Bilancio Comunale Previsionale 2012

Questa settimana, come tema di approfondimento, ci occupiamo dell’approvazione del Bilancio previsionale 2012 di Roma Capitale avvenuta il 16 marzo scorso (ci scusiamo per il ritardo ma abbiamo ritenuto opportuno dare priorità alle questioni interne ad ATAC).

La nuova manovra di bilancio, tra vendite e nuove tasse (IMU), prevede un valore di circa 730 milioni di euro!! Purtroppo i cittadini di Roma raggiungono la vetta nella classifica dei più tartassati d’Europa!

Tra i punti salienti del Bilancio c’è la creazione della Holding comunale nella quale saranno conferite ATAC ed AMA che, secondo quanto sostenuto dall’Amministrazione Comunale, garantirà risparmi fiscali nell’ordine di 20 milioni di euro. Nulla è invece stato previsto in merito alla privatizzazione delle aziende conferite in quanto, oltre all’opposizione del Partito Democratico, non vi è stato accordo all’interno della stessa Giunta Capitolina.

È da precisare che solo con atti successivi si comprenderanno le modalità con cui verrà creata la Holding e le regole che ne determineranno il funzionamento.

Rimaniamo un po’ perplessi in quanto è presente nella nostra memoria il fallimento della fusione tra ATAC, METRO e Trambus.  Anche in quel caso si era parlato di risparmi fiscali, di efficientamento e riduzione dei costi………. la storia, che noi tutti conosciamo, ci racconta un altro epilogo.

Ribadiamo che non ha senso qualsiasi tipo di struttura societaria se non si pone al centro della riorganizzazione un cambiamento sostanziale che punti ad un risanamento dei bilanci, a nuovi investimenti e, soprattutto, alla valorizzazione del capitale umano.

Bisogna mantenere alta l’attenzione sulla non prevista privatizzazione di parte della futura holding. Probabilmente questa lacuna è dovuta alla poca chiarezza del Decreto Liberalizzazioni e pertanto l’Amministrazione Comunale non ha voluto porre limiti a future azioni in tal senso.

Altre azienda tirata in ballo dal Bilancio è l’ACEA dove è prevista l’ulteriore cessione del 21% del capitale ai privati. Questa è attualmente controllata dal 51% da Campidoglio (che con la cessione perderebbe la maggioranza assoluta lasciandone il controllo ai privati), dal 16% dal Gruppo Caltagirone e per l’11% dai francesi GDF-Suez. Tra l’altro, in pieno stile “retromanno”, l’ACEA ha visto in questi ultimi anni, grazie ad una poca accorta gestione, una riduzione del valore delle azioni del 70% e del raiting da A+ a BBB+, quasi stile Grecia!!

La cessione porterà nelle casse del Comune circa 200 milioni di Euro che auspichiamo vengano impiegati in investimenti produttivi.

Veniamo adesso all’IMU; è stata deliberata un’aliquota del 5 per mille (solo un punto sotto la massima) per la prima casa e del 10,6 per mille per la seconda casa!!!

Ci auguriamo che l’ennesima nuova manovra di bilancio lacrime e sangue firmata da Alemanno sia accompagnata da una diminuzione degli sprechi nella gestione della macchina Comunale. Roma non ha bisogno solo di grandi opere e grandi appalti  (vedi le torri di Tor Bella Monaca e piazze nel centro della città) ma anche di interventi di riqualificazione delle periferie, servizi per le madri, piste ciclabili, sviluppo del turismo e naturalmente investimenti nel trasporto pubblico.

Per concludere non possiamo anche ricordare che molte delle restrizioni deliberate nel Bilancio potevano essere evitate se la Regione Lazio avesse onorato i suoi crediti nei confronti del Comune di Roma che attualmente ammontano ad 1 miliardo e mezzo!

Posted in Attualità | Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a comment