Eletti: governate per gli Italiani, altrimenti siete tutti dei falliti!

Merkel Monti Idee in movimento

Riceviamo e pubblichiamo

Dopo una breve e presunta chiara analisi delle ultime votazioni nazionali la parola ingovernabilità è la parola che è sulla bocca di tutti. Non c’è una maggioranza definita e c’è pure qualcuno che se ne vanta. Ingovernabilità è una iattura per l’Italia, soprattutto per la popolazione più debole.

È ovvio che in un momento di crisi avere la certezza di un governo giova ad una nazione ma purtroppo non è il caso dell’Italia.

Tutti i partiti politici, prima e dopo le votazioni, riconoscono che siamo in una profonda crisi economica (quella culturale non sembra interessare) e hanno basato la campagna elettorale sulla necessità di riforme sostanziali.

L’ingovernabilità può rappresentare l’ennesimo alibi all’assunzione di responsabilità, l’ennesima scusa su cui far perno per affermare la propria specificità basata su inezie raccontate come stravolgimenti di un pensiero culturale in realtà inesistente.

In altre parole, gli eletti sono tutti d’accordo nel legiferare su qualsiasi argomento ma la differenza sulle inezie sono fondamentali per non votare nulla. A tal riguardo è d’esempio la mancata modifica alla legge elettorale che ci ha portato a questa situazione. Qualche partito basandosi su calcoli puramente personalistici non ha permesso la riforma e le conseguenze sono evidenti. Adesso naturalmente interpretano la parte dei preoccupati per la situazione che si è generata.

Finita la campagna elettorale, periodo delle promesse per lo più irrealizzabili, è il momento che tutti gli eletti capiscano che sono lì per governare per gli Italiani.

Iniziando dall’unico vincitore, il Movimento 5 Stelle, è quello che attualmente si deve assumere  la più difficile responsabilità. Sarebbe molto facile rimanere estraneo al governo della nazione. Dall’opposizione avrebbe vita facile nel criticare e parlare alla pancia della gente aumentando il consenso. Questa sarebbe però la strategia più becera, la più conformista, la più vicina al quel modo di fare politica che loro stessi stanno combattendo. Si dimostrerebbero da subito l’ennesima forza politica che pensa al potere, al palazzo, ma non agli Italiani.

Il Partito Democratico, che anche quando ha vinto è riuscito a perdere, avendo la maggioranza in tutte e due le camere deve riuscire a proporre una mediazione con qualche altra forza politica proponendo un’agenda di riforme chiara. Contemporaneamente deve anche guardare al suo interno, capire perché il proprio programma non è stato percepito dagli elettori e probabilmente cogliere l’occasione per un effettuare, finalmente, un vero rinnovamento in quanto è evidente che gli attuali leader, forse per l’età anagrafica avanzata, cominciano ad essere incompatibili con il ruolo che devono svolgere. Se non riescono a formare un governo stabile, fallendo, sono necessarie le loro dimissioni.

Esiste poi il partito “risuscitato”, tutti , anche al suo interno, lo davano per finito ed invece anche questa volta le promesse shock hanno avuto il loro effetto. Il PdL se rimarrà lo stesso dell’ultimo periodo avrà la grande “opportunità” di giustificare la mancata attuazione delle promesse alla loro “non vittoria” (termine credo esista solo in Italia in affiancamento a vittoria e sconfitta). Comunque, come da promessa, sia al governo sia non, Berlusconi può rimborsare l’IMU con i suoi soldi.

Anche gli sconfitti, i delusi, gli start up scricchiolanti dovranno dare il loro contributo.

Per qualche giorno rimaniamo ottimisti, altrimenti loro saranno sempre contenti e noi infelici; Che nessuno parli più di populismo perché questo aggettivo dispregiativo accumunerà tutti gli eletti.

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