I dipendenti di ATAC scrivono al nuovo DG

Rettighieri Idee in movimentoimages
Gent.mo Ing. Marco Rettighieri
Direttore Generale ATAC

Caro Direttore,
chi le scrive è un gruppo di lavoratrici e lavoratori che in questi anni non si è mai rassegnato alla cattiva gestione della nostra azienda ed ha cercato con ogni mezzo di affermare che un’altra strada è possibile. Abbiamo scritto, chiesto incontri ad assessori ed amministratori, per proporre idee, suggerimenti con l’esclusivo intento di apportare quelle giuste modifiche in grado di restituire dignità ai lavoratori e contrastare così la pessima reputazione della nostra azienda. Consapevoli che la collaborazione di chi vi lavora può divenire strumento utile e di arricchimento per chi ha il gravoso compito di governarla.
Siamo convinti che il trasporto pubblico locale è il sistema nervoso della città per chi ci vive e il miglior (o peggior) biglietto da visita per chi la viene a conoscere da tutte le parti del mondo. Non le nascondiamo pertanto i tanti motivi di speranza e di fiducia che proviamo per il lavoro che lei metterà in atto. Vorremmo poterle essere d’aiuto e rimuovere così l’umiliazione di gestioni inqualificabili che in questi anni abbiamo sentito ricadere su di noi, pur incolpevoli. Gestioni che si ripropongono senza tregua, come le ultime vicende di uno dei tanti, troppi, amministratori che ammette con “candore” di aver utilizzato i soldi pubblici, e tantissimi, per fini privati.
Non vogliamo, con questa lettera, ripercorrere quel cumulo di vicende che hanno portato al collasso l’azienda e con essa dequalificato, attraverso il cattivo funzionamento del trasporto, l’immagine stessa della città. Sono episodi noti e talmente miserevoli che sentiamo il bisogno, senza smarrirne l’insegnamento che comunque ci consegnano, di voltare pagina e di costruire una diversa prospettiva. Noi vogliamo guardare avanti, vogliamo ragionare come lavoratrici e lavoratori su ciò che si può e si deve fare per risalire la china. Insieme, in sinergia, ognuno con le proprie distinte responsabilità. Vogliamo, vorremmo, confrontarci positivamente attorno ad un progetto di rinascita dell’azienda, consapevoli delle difficoltà da cui si parte, dei tempi non brevi che saranno necessari.
Per questo le chiediamo un incontro presso la nostra azienda. Un incontro che sfugga ad ogni ritualità e si ponga l’obiettivo di un discorso comune di ricostruzione. Ci sono tante energie positive dentro l’azienda. Professionalità, volontà, capacità oggi messe all’angolo, frustrate, inutilizzate. Ci siamo interrogati, prima di scriverle, su quale fosse la strada migliore per recuperare l’ingrediente primario per qualsiasi progetto riguardasse l’azienda. Questo ingrediente primario, ci siamo detti, è la fiducia, la fiducia reciproca che le risorse umane dell’azienda unite alla novità che lei rappresenta riescano, insieme, ad individuare la giusta prospettiva. Vorremmo che lei prendesse in considerazione lo spirito con cui le stiamo scrivendo e l’invito che le stiamo rivolgendo, individuando la forma che reputa più idonea ad un incontro che, ne siamo certi, permetterà di compiere un passo in avanti verso quel cambiamento così necessario alla nostra città e alla nostra azienda. Sarà, inoltre, anche l’occasione per conoscerla, che non è indifferente al nostro stare insieme nel luogo di lavoro.
Aspettando fiduciosi una sua risposta, cogliamo l’occasione per farle i nostri migliori auguri di buon lavoro e i più cordiali saluti.

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