Il paradosso

Lavorare in Atac oggi è un’esperienza molto interessante. Si ha l’occasione, ogni giorno, di confrontarsi con un mondo surreale, onirico, dove i ruoli non appaiono definiti, le regole generali che determinano i rapporti fra le parti sono stravolti, le funzioni ribaltate.

Questa azienda che dovrebbe svolgere il ruolo di garantire un efficiente trasporto pubblico appare dall’interno come un luogo al di fuori della realtà, dove persone non all’altezza e prive di esperienza e adeguati percorsi formativi ricoprono con lauti stipendi posizioni di responsabilità.

Dove il rapporto fra il numero di dirigenti e lavoratori non sembra avere eguali e la struttura dell’organigramma assomiglia ad un disegno di Escher, con i suoi paradossi dimensionali e geometrici.

Il management, conscio della propria inadeguatezza, si affida a figure minori, lavoratori con esperienza e capacità, spesso pagati con salari inspiegabilmente più bassi di loro colleghi parigrado, magari anche lavativi (ad personam).

Forse in quest’ottica si deve leggere l’ultimo dei paradossi: il comunicato sindacale del 30 marzo.

Invitiamo a leggerlo, è pubblicato in “Documenti”. Cercando di voler dare un’interpretazione che non contravvenga le leggi fisiche dello spazio-tempo si potrebbe provare a riassumere così: i Sindacati, che in data 30 novembre hanno firmato un accordo, invitano oggi i lavoratori a non rispettare tale accordo attraverso un’azione illegale che esporrebbe i lavoratori a sanzioni disciplinari…(…?…).

Ora le interpretazioni possono essere due:

1) I Sindacati non hanno consapevolezza di quello che stanno facendo, sono impazziti o non conoscono le leggi vigenti. Credendo di muoversi quindi nell’ambito delle loro funzioni e possibilità stanno spingendo INCONSAPEVOLMENTE E IN BUONA FEDE i dipendenti Atac verso l’illegalità.

2) I Sindacati hanno avuto un ravvedimento e, dopo quattro mesi, alla vigilia del cambiamento di orario, si sono accorti di aver firmato il 30 novembre solo una parte dell’accordo che LORO definiscono “…un corpo unico, inseparabile…”. Firmarono evidentemente solo la parte che riguardava l’aumento dell’orario dei lavoratori (a parità di salario) ma non l’eliminazione dei privilegi inspiegabili e odiosi (ad personam e superminimi) o la riduzione degli stipendi dei dirigenti e quadri. Forse con questa azione ritengono di porsi al riparo dalle critiche che i lavoratori tesserati e loro finanziatori gli stanno rivolgendo?

In entrambi i casi possiamo sicuramente constatare che in un periodo di crisi come quello attuale avremmo bisogno di un Sindacato DIVERSO da questo.

Un Sindacato che dia informazioni costanti e corrette ai lavoratori e non si limiti a volantini dell’ultimo minuto. Che il suo impegno porti ad un ATAC diversa e sana.

Sarebbe forse opportuno, visto il malumore presente a Prenestina, che finalmente le segreterie dei Sindacati escano da i loro palazzi e si presentino urgentemente nel piazzale per spiegare ai lavoratori cosa sta succedendo!!!!!

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