Il resoconto dell’incontro con il DG Rettighieri

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Prima nota positiva è che il direttore si è mostrato estremamente disponibile al dialogo con noi e si è detto sorpreso del fatto che in passato i vertici non avevano l’abitudine di incontrare le lavoratrici e i lavoratori di questa azienda. Per lui è una consuetudine ascoltare e interagire con il personale, ed infatti ha iniziato a visitare alcuni luoghi di lavoro e così continuerà per tutta la durata del suo incarico.
Abbiamo sottolineato che noi rappresentiamo i bisogni di tante colleghe e colleghi che, al di là di appartenenze politiche/sindacali, condividono con noi la necessità di un cambio di stagione in questa azienda, e vorrebbero ripristinare un canale diretto con i vertici per affermare il principio che l’Azienda è di tutti e ognuno deve concorrere con il proprio lavoro a renderla efficiente e produttiva.
Si è detto convinto, come noi, che il modo migliore per uscire dalla situazione di forte crisi non è soltanto l’incremento e l’utilizzo corretto delle risorse economiche, ma soprattutto il gioco di squadra a tutti i livelli, valorizzando il patrimonio umano dell’azienda. Per quanto riguarda la gestione delle risorse è consapevole del fatto che in questi anni le politiche praticate abbiano leso la motivazione ed il clima aziendale, ed è proprio per questo che sta cercando con estrema oculatezza i referenti di supporto in questa area.
E’ consapevole del forte debito di Atac, che comunque è bilanciato dal valore dei mezzi e del patrimonio immobiliare, il quale dovrà essere valorizzato quanto prima. Sempre parlando degli aspetti economici ci ha comunicato di aver già riorganizzato il debito stesso contrattandolo con le 6 banche e dirottandolo su un’unica banca. Quello che lo preoccupa principalmente è la perdita annua, a cui bisogna prestare molta attenzione.
A suo avviso l’unico piano è risanare velocemente ATAC e se questo non avverrà nel 2016, lui è pronto a portare il primo gennaio 2017 i libri in tribunale, dichiarando così il fallimento dell’azienda. Per il Direttore Generale, ATAC ha tutte le possibilità per diventare un’azienda sana, si tratta soltanto di convogliare le risorse nella giusta direzione. In passato si è dissipato molto, basti pensare per esempio agli affitti di Via Silone e all’acquisto del palazzo di Castellaccio, con tutto il patrimonio immobiliare disponibile! Silone sarà lasciata a breve ed ha già portato in procura l’acquisto della sede di Castellaccio. Si ristrutturerà, se possibile, una palazzina all’interno di Via Prenestina, ma non esclude anche l’utilizzo degli immobili a Graniti.
Ha sottolineato che ha trovato un ambiente non sempre propenso al cambiamento. Ha riscontrato che in alcune persone prevale un approccio del tanto meglio, tanto peggio e l’orientamento al favorire il fallimento dell’azienda. Farà di tutto per contrastare questo atteggiamento ed evitare lo spezzatino di ATAC, fino ad arrivare ad allontanare chi non è in linea con le nuove direttive. Infatti uno dei più gravi difetti per cui alcuni dirigenti sono stati rimossi è il non aver privilegiato gli interessi dell’azienda.
La nuova macro è stata pensata con una catena di comando snella, funzionale alla rapidità delle decisioni e al controllo del raggiungimento degli obiettivi.
In merito alle strategie per discutere e trovare la strada maestra in grado di risanare l’azienda sarà organizzata il primo aprile una convention con i dirigenti e i quadri apicali. Sarà questa l’occasione per illustrare la sua idea di azienda e coinvolgere tutti i partecipanti ad aderire al progetto.
Ci ha quindi rinnovato l’invito a suggerirgli progetti e problematiche, e si è detto disponibile a tenere un incontro con tutti i dipendenti presenti qui a Prenestina.
Non ci faremo sfuggire questa opportunità e cercheremo prima di Pasqua di raccogliere tutte le nostre proposte, operative o strategiche, in modo da discuterle all’incontro.
Si è detto disponibile a ricostituire il Comitato Pari Opportunità e nei prossimi giorni gli faremo avere tutte le disposizioni per l’attivazione.

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