Invertiamo la rotta

Tutto tace, forse le vacanze hanno narcotizzato qualsiasi interesse a decidere sulle sorti del TPL romano? ATAC è ancora un problema che interessa a qualcuno? Almeno all’opposizione?

Nell’attesa che la bomba scoppi e forse faccia prendere qualche tipo di decisione, sicuramente con conseguenze evitabili se il problema fosse stato affrontato con la giusta attenzione nei tempi dovuti, noi di Idee in Movimento quasi paradossalmente proponiamo come primo articolo per il 2012 una proposta per migliorare il trasporto pubblico di superficie.
È noto a tutti come, a Roma, la competitività del trasporto pubblico rispetto al mezzo privato sia inficiata dalla sua scarsa puntualità e dai tempi di percorrenza non adeguati ad una mobilità moderna.
A nostro avviso è indispensabile che i mezzi pubblici di superficie non dividano più la sede stradale con il già congestionato traffico automobilistico creando il più possibile percorsi stradali esclusivi in modo che l’attuale bassa ed incerta velocità commerciale aumenti rendendo più competitivo il trasporto pubblico.
I 108 km di corsie riservate ai mezzi pubblici presenti a Roma, su una rete di 2.243 Km, risultano essere del tutto inadeguati se confrontati con altre città europee quali Stoccolma (231 km), Bruxelles (185 Km), Londra (176 Km) Parigi (152 Km).

Pertanto sono fondamentali due tipi di interventi:

NUOVI CORRIDOI DELLA MOBILITA’ da effettuarsi lungo la grande viabilità tangenziale in periferia. Tali corridoi, offrendo sedi dedicate al trasporto pubblico di superficie, consentono di attivare un servizio ad alte prestazioni anche in termini di portata, velocità, sicurezza e comfort, con vettori di diversa natura, metrò leggeri, tram, filobus, bus ecologici, a seconda delle necessità. Onde evitare errori fatti in passato, queste nuove infrastrutture è indispensabile che siano progettate tenendo in considerazione il territorio in cui si andrebbero ad inserire.

RIPROGETTAZIONE DELLE ATTUALI CORSIE PREFERENZIALI in modo che garantiscano la sicurezza agli operatori di esercizio. Attualmente le corsie riservate sono affollate da veicoli non autorizzati. È frequentissimo trovare veicoli che vi sostano o che le invadono improvvisamente nella loro marcia, pedoni che vi passeggiano o che le attraversano deliberatamente. Tali comportamenti fanno si che i nostri autisti si trovino costantemente in situazioni di pericolo essendo costretti ad effettuare manovre di emergenza ed ad uscire dal percorso riservato infrangendo per forza maggiore il codice della strada. Per evitare tutto ciò i cordoli e poi le calotte non si sono rivelate un sistema idoneo pertanto si propone di:

– installare dei parapedonali per separare la corsia dai marciapiedi;
– un maggiore monitoraggio delle corsie da parte dei Vigili Urbani ed un potenziamento dei nostri Ausiliari del Traffico;
– monitoraggio delle corsie riservate attraverso l’installazione di telecamere opportunamente segnalate;
– nelle zone ad alta densità commerciale la creazione di aree di sosta per garantire il carico e scarico delle merci e evitare che i camion sostino sulle corsie riservate;

Detto questo non va scordato che essendo ATAC un’azienda i cui ricavi sono legati prevalentemente ai chilometri percorsi, più corsie riservate e quindi maggiore velocità commerciale vuol dire più chilometri, più produttività e quindi maggiori entrate (…..e quindi minori tagli).
Pertanto un investimento nelle corsie riservate oltre per soddisfare gli utenti e rendere sicura la guida premia anche l’azienda dal punto di vista economico.

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