Lettera all’AD di ATAC: i dipendenti non fanno parte di un’associazione a delinquere

Egregio Dott. Broggi,

Le scrivo a nome degli iscritti ad “Idee in Movimento”, associazione nata per condividere pensieri e dare voce alle idee degli aderenti, offrendo un luogo di discussione, confronto ed elaborazione di proposte finalizzate a ricostruire una società migliore.

Molti di noi sono dipendenti di Atac e assistiamo indignati all’ennesimo massacro mediatico della nostra Azienda che periodicamente è vittima del clamore sollevato da qualche scandalo, usato ad arte dagli organi di informazione per fare “audience”, generalizzando colpe e responsabilità che il populismo imperante fa ricadere inevitabilmente su Atac e su tutti i suoi Dipendenti.

Riteniamo che la maggior parte di questi, siano essi autisti, macchinisti, operai, amministrativi o dirigenti, sono risorse che se ben gestite svolgono con professionalità e capacità le loro mansioni, e siamo inoltre convinti che fenomeni di assenza di moralità e legalità siano attribuibili esclusivamente a un limitatissimo gruppo di persone.

Le scriviamo, Amministratore, per sollecitarLa a perseguire una strada di rilancio dell’Azienda che non può prescindere dalla riscoperta di valori quali il merito, l’onestà e l’etica. Le chiediamo, inoltre, di farsi autentico portavoce dell’indignazione di quanti di noi, leggendo i giornali, si vedono parte di “un’associazione a delinquere”.

Si tende ad identificare Atac non per quella che realmente è, ma con un’Azienda che si nutre degli scandali: questo non è più sostenibile e non può che provocare un abbassamento del livello di partecipazione ed identificazione del lavoratore e, di conseguenza, del suo rendimento. Non si può lasciare che l’immagine aziendale e di tutti i lavoratori siano alla mercè dei mass media.

Converrà con noi che la percezione di cosa è Atac deve essere guidata da Atac stessa. Le chiediamo di intervenire con determinazione attraverso azioni finalizzate a ripristinare quei valori anzidetti che in passato hanno contribuito a far entrare questa nostra Azienda nei lustri della storia di Roma. Sentiamo sempre più forte l’esigenza in questo tempo di crisi del Paese di ricreare un forte sentimento di appartenenza.

Quando c’è senso di appartenenza, c’è impegno, identificazione, ricerca di fare meglio, soddisfazione, comunicazione aperta, presa in carica e coinvolgimento emotivo. Lei sicuramente è al corrente che risultati di ricerche sull’argomento hanno evidenziato elevati miglioramenti economici ed organizzativi per le aziende dove i Dipendenti si sentono motivati e la fiducia è ritenuta più importante del controllo, per questo confidiamo sull’accoglimento di questa nostra istanza e Le auguriamo buon lavoro.

Cordialmente

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One Response to Lettera all’AD di ATAC: i dipendenti non fanno parte di un’associazione a delinquere

  1. S. M says:

    x Moreno mi dispiace molto so che vuol dire anche io non navigo in belle acque ho lasciato il commercio perchè le tasse ti succhiano il sangue e ora sono in stand by guardando all’estero o a qualche comunità ricordiamoci tutti alle elezioni prossime di chi ha portato in 30 anni allo sfacelo questo paese e soprattutto le persone oneste e lavoratrici deve sparire dalla nostra vista. coraggio Moreno che e che DIO TI BENEDICA ti dia la forza di resistere e che illumini qualche buona persona.