Liberalizzazioni, le novità per il TPL

Il Decreto Legge 1/2012 “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” in 118 articoli prevede le norme che dovrebbero creare un mercato più efficiente e liberalizzato.

Le novità riguardano anche il settore del Trasporto Pubblico Locale e pertanto si ripercuoteranno anche sull’ATAC.

Infatti il Capo V, dal titolo “Servizi Pubblici Locali”, nell’articolo 25 comprende le norme per la promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali.

Per prima cosa affrontiamo il tema scadenze previste dal Decreto:

Le Regioni, entro il 30 giugno 2012, devono definire, al fine dell’aggregazione, i bacini territoriali ottimali ed omogenei tali da permettere economie di scala e di differenziazione idonei a massimizzare l’efficienza del servizio. La dimensione minima del bacino di utenza è quella provinciale ed i Comuni interessati possono presentare una proposta alla Regione entro il 31 maggio 2012. Va motivata una dimensione del bacino diversa dalla provinciale. Decorso il termine del 30 giugno il Governo interviene con i poteri sostitutivi.

Pertanto la Regione Lazio potrebbe definire che il Trasporto Pubblico di Roma deve essere esteso almeno al territorio Provinciale.

Gli enti locali, dopo aver determinato i bacini territoriali, devono adottare una delibera quadro con l’analisi di mercato da sottoporre a parere obbligatorio ma non vincolante dell’Autority entro il 13 agosto 2012.

Oltre a quanto sopra indicato il Decreto Legge interviene in modo sostanziale sulle modalità di affidamento dei servizi indicando quale strada preferenziale la gara pubblica. Rimangono ancora tanti dubbi su alcuni aspetti tutt’altro che secondari.

Infatti le Regioni, Provincie e Comuni che a partire dal 2013 avranno affidato il TPL con gara pubblica, verranno considerate virtuose ai fini dell’applicazione di regole agevolate e differenti di finanza pubblica. Pertanto eventuali fondi e finanziamenti pubblici (magari ci fossero…), ad esclusione di quelli della UE, potranno essere concessi prioritariamente ad Amministrazioni Locali che hanno effettuato affidamenti con gara o che dimostrino l’efficienza gestionale e la qualità del servizio in base a parametri stabiliti dall’Autority.

Gli affidamenti in-house saranno assoggettati ad un Patto di Stabilità (secondo regole da fissare in un regolamento) e all’applicazione di tutte le normative degli enti locali relativamente ai vincoli sugli stipendi (non più importi esorbitanti) e sulle assunzioni. Gli acquisti potranno essere effettuati esclusivamente secondo il Codice degli Appalti.

In ogni caso sono vietati affidamenti in-house per servizi di importo superiore ai 200 mila euro annui.

Tali affidamenti dovranno cessare entro il 31 dicembre 2012 a meno che non si integrino in un’unica azienda la gestione dei servizi effettuati nell’ambito del bacino territoriale (da definire entro giugno). In questo caso l’in-house potrà durare per altri tre anni.

Ipotesi, se il bacino di utenza fosse determinato dalla Regione Lazio, nel territorio provinciale, Atac potrebbe continuare a gestire in-house il TPL per altri tre anni.

Le aziende miste (pubblico – privato) affidate senza gara cesseranno il 31 marzo 2013.

Il Decreto prevede che nel caso di gara, le offerte devono tutelare l’occupazione degli attuali lavoratori.

Queste regole si applicano anche per il trasporto ferroviario regionale.

Un ultima previsione che però potrebbe essere fondamentale per le sorti del TPL all’interno della Regione Lazio è quanto specificatamente introdotto per i servizi di trasporto su gomma. Infatti, gli affidamenti diretti già in essere sono validi fino alla scadenza del contratto purchè in linea con le regole fissate dalla legge 99/2009 e dalla disciplina Comunitaria.

Questa fattispecie è il caso di Cotral. E’ ipotizzabile superare il problema della gara di ATAC attraverso la fusione con Cotral?

Le ipotesi sugli scenari possibili non sono ancora del tutto chiare. Il Decreto potrebbe subire modifiche in sede di coordinamento formale ed inoltre per la sua applicazione dovranno essere previsti vari provvedimenti attuativi.

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One Response to Liberalizzazioni, le novità per il TPL

  1. Nello Perri says:

    Il problema è: quali regioni hanno già affrontato la discussione sui bacini ottimali?
    Nel caso il Governo, dopo il 30 giugno, metta in atto i poteri sostitutivi e quindi gare per tutti i servizi di T.P.L., può farlo senza un progetto regionale sui bacini?
    Ed ancora: il lotto unico regionale può rappresentare un grande pericolo in un quadro di gara europea? Credo che una riflessione puntuale e giuridicamente corretta possa essere dirimente per il futuro che andremo creare nel T.P.L. dell’Italia.