Mercoledì 7 maggio, il nostro futuro, il futuro di ATAC

Oggi in allegato c’è un resoconto più dettagliato del colloquio, che è durato quasi due ore e che ci ha confortato per la visione d’insieme che l’Assessore ha su Atac. L’incontro, com’era del tutto prevedibile, ha avuto al suo centro la discussione della disposizione aziendale sul ricorso alla legge 223 (il licenziamento), che come sappiamo sta procedendo in assoluto riserbo con le rappresentanze sindacali.

Vogliamo in questo momento di gravità della nostra azienda non sottrarci al nostro impegno ma lo vogliamo fare, a partire da noi, da una piena condivisione delle problematiche e delle possibili e opportune soluzioni per superarle.

Ed è per questo che mercoledì 7 maggio alle ore 16,30 nella sala formazione esterna si terrà un incontro aperto a tutte le lavoratrici e i lavoratori, per discutere di quanto è stato fatto e di quanto potremo fare in questa direzione.

Diffondere la notizia di questa iniziativa, perché anche la nostra presenza  è un segnale importante della nostra appartenenza all’azienda insieme alla nostra assunzione di responsabilità.

 

Breve sintesi dell’incontro con l’assessore Improta e la delegazione delle lavoratrici e dei lavoratori di atac, così composta: Stefania Fagiolo, Antonio Palazzo, Gerardo Leva, Marco Cecchelli, Giovanna Di Pinto, Daniele Bracaglia, Antonello Colaiacomo

 Mattia Stella, segreteria del Sindaco, ha introdotto il nostro gruppo e successivamente Stefania ha presentato il nostro lavoro spiegando la sua origine, ovvero il contributo di tante e tanti lavoratrici e lavoratori impegnati nelle varie aree aziendali con la voglia di concorrere a creare una nuova ATAC , dotata di un piano industriale in grado di renderla sana. (vedi presentazione). Ha interrogato, inoltre, l’assessore sui motivi che hanno spinto l’azienda ad attivare la procedura di mobilità.

Da questo punto è partito il discorso dell’Assessore che ha dichiarato come la procedura di mobilità non nasce per licenziare i dipendenti ATAC ma solo per aprire un processo volto alla riorganizzazione dell’azienda e ad un utilizzo più efficiente delle risorse.

Ha subito dichiarato di essere favorevole a qualsiasi contributo che permetta di arrivare all’obiettivo sopra indicato.

Il Suo disegno è quello di garantire la continuità aziendale affrontando le emergenze che si manifestano nel breve periodo e contemporaneamente lavorare ad un progetto organico generale di più ampio respiro mirato a rendere produttiva l’azienda.

Fondamentale è la determinazione di un Piano Industriale a seguito della definizione di risorse certe e congrue. Questo è possibile solo con una Governance stabile che coinvolga con precisi obblighi sia il Comune di Roma sia la Regione Lazio. Il Piano Industriale deve prevedere un equilibrio economico strutturale al fine di permettere ad ATAC di essere competitiva sul mercato.

L’assessore ritiene che ATAC ha enormi margini di crescita e questo gli fa supporre che, a seguito di una ristrutturazione, non è necessario pensare ad una soluzione che porti l’azienda verso il privato.

I punti che si stanno affrontando in un ottica di medio termine riguardano:

  • Governance:  livelli di servizio e risorse economiche coerenti con il servizio stesso. Tra l’altro ha sottolineato come l’Amministrazione Comunale, ATAC e RSM abbiano per primi in Italia affrontato il discorso dei costi standard che saranno alla base delle norme che regolamenteranno il TPL in Italia.
  • Riprogrammazione industriale: un nuovo contratto di servizio che preveda parametri quantitativi (Km, corse, rete, ecc) e parametri qualitativi (Regolarità, pulizia, ecc); quest’ultimi genereranno Bonus e Malus regolamentati in modo chiaro la cui attribuzione impatterà sul risultato aziendale. La produttività ed il comportamento di ogni dipendente potrà produrre effetti sull’attribuzione dei risultati legati ai parametri qualitativi;
  • Riorganizzazione processi gestionali attraverso la valorizzazione del capitale umano, la diminuzione dei dirigenti e dei benefit, la job-rotation interna, l’organizzazione più snella e l’internalizzazione delle attività, già in corso in questi giorni. Inoltre speciale attenzione agli sprechi e alle attività affidate all’esterno.
  • Pianificazione azioni di Marketing, Vendita e Comunicazione al fine di aumentare i ricavi ed incrementare la presenza sul territorio in modo da aumentare e consolidare la percezione positiva di  ATAC.

 L’Assessore ha tenuto poi a precisare che il suo impegno prioritario è quello di salvare e ristrutturare ATAC e, per quanto il tempo stringa, si batterà per evitare il fallimento di ATAC e l’amministrazione straordinaria. In molti davano per morta ATAC, ma il passare del tempo dà ragione a chi crede, e lui è tra questi, che l’azienda ce la può fare. Ha sottolineato come sia importante che ogni pezzo del sistema faccia la sua parte per raggiungere l’obiettivo.

Ha precisato come il debito che ATAC ha verso i fornitori è coperto dai crediti che ATAC ha verso la Regione Lazio e quindi da questo punto di vista ATAC è sana.

Ritiene utile e opportuno il nostro contributo e ha auspicato una sorta di tavolo permanente di lavoro in cui portare proposte e riflessioni che concorrano a consolidare questo canale diretto di scambio per migliorare le performance di Atac.

PS. Per quanto può sembrare nella relazione un monologo dell’assessore, in realtà abbiamo più volte potuto sottolineare alcuni aspetti trattati nella conversazione e puntualizzare alcune criticità.

A nostro avviso il punto più positivo è quello di aver verificato che l’assessore vuole mantenere ATAC pubblica ma più competitiva e in buona salute. Cosa comporterà questo lo vedremo nei prossimi incontri sperando che la ristrutturazione non sia pesantemente accollata ai soggetti più deboli.

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