Terza Repubblica, nuova Politica

Questa settimana prendiamo spunto dal discorso pronunciato venerdì 20 aprile dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante il seminario di studio in memoria di Luciano Cafagna per proporre alcune riflessioni. Ecco un passaggio del Suo intervento:

…. una grande ed ineluttabile sfida abbiamo oggi davanti: vedere la politica in Italia risollevarsi dall’impoverimento culturale che ne ha segnato la decadenza….

È proprio della “Politica” intesa nel senso più nobile che si attende il ritorno.

Non è un caso che secondo gli ultimi sondaggi la credibilità dei partiti è scesa all’ 8% mentre, per fare un paragone, la credibilità dello stesso Presidente della Repubblica è al 90%. Secondo un sondaggio del Sole24ore solo il 38% degli elettori, oggi, sa per chi votare!

Questo vuol dire che i partiti politici per riconquistare credibilità possono seguire esclusivamente una sola strada: la rinascita attraverso un nuovo modo di relazione e comportamento con la società che rappresentano.

I partiti devono rifondarsi attraverso un processo botton-up che generi un cambiamento delle idee e della cultura di chi ne fa parte. Attualmente sembra anche vecchia l’idea di far prendere parte alla politica la cosiddetta “società civile” che poi, in molti casi, non è stato altro che l’interessamento di una elite (vedi Montezemolo, Dalla Valle ecc.). E’ ora che i partiti siano composti dalla “società reale”, cambino modalità comunicative attraverso una semantica nuova e soprattutto abbiano nelle persone che li compongono testimoni integerrimi.

Il lavoro da fare è notevole ed il tempo è poco. L’attuale legislatura tramonterà tra meno di un anno e poi, abbandonato il governo tecnico, tutto tornerà nelle mani dei partiti. C’è la speranza che qualcosa cambi?

Ci sarebbero tante cose che si potrebbero fare per dare un segnale di cambiamento. In primis ridurre fortemente i privilegi della casta incominciando da una nuova legge elettorale della quale se ne discute ma, attualmente, senza risultati concreti (i politici, hanno davvero la volontà di farsi da soli questo sgambetto?). Si potrebbe proseguire attraverso un rinnovamento delle classi dirigenti che abbiano caratteristiche in sintonia con i valori precedentemente indicati e che non rappresentino esclusivamente un maquillage che nascondano le solite correnti e fazioni a protezione degli interessi di lobby più o meno dichiarate.

Certo non è semplice, davvero esiste un Parlamento che legifera contro gli interessi dei singoli che lo compongono?

Speriamo proprio di essere in errore ma ci sono avvisaglie tutt’altro che confortanti……..

In questi giorni si parla tanto di un nuovo partito di centro, il Partito della Nazione, nato dalla fusione di più componenti politiche. L’idea sarebbe anche positiva ma il problema è che sicuramente a fronte di un nuovo nome ed un nuovo simbolo non ci saranno nuove persone le quali saranno sicuramente quelle che hanno preso parte alla cosiddetta Seconda Repubblica  ed in alcuni casi anche alla Prima.

Ci sembra tanto che quando gli attuali politici parlano di rinnovamento intendano esclusivamente delle tattiche per preservare il loro potere….

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