Trasporto Pubblico senza soldi ma Manager strapagati

super manager idee in movimento

La stampa locale e nazionale in modo imbarazzante consuma litri di inchiostro per elencare e qualche volta denunciare i disservizi, gli sprechi, le lamentele che riguardano giornalmente il trasporto pubblico di Roma. È evidente che negli ultimi anni gli autobus, sempre più vecchi, passano molto più raramente e la metropolitana e le ferrovie concesse abbiano ridotto la frequenza in quanto soggette a continui guasti in linea.

In una situazione del genere, qualsiasi azienda sana, tenderebbe a riorganizzarsi focalizzandosi sul servizio (core business) e riducendo gli sprechi.

Più volte ATAC ha fatto notizia per le decine di milioni di euro pagati ogni anno a centinaia di dirigenti e quadri con retribuzioni molto più alte rispetto alla media di mercato e dai curricula inspiegabilmente di basso profilo.

Nonostante lo scandalo sia emerso e di dominio pubblico ancora in questi giorni si regista l’ennesima nomina o meglio rinnovo di contratto ad un Manager strapagato, Gioacchino Gabbuti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di ATAC PATRIMONIO. Come riportato nel sito di ATAC la sua retribuzione annua lorda ammonta a 600.000 euro.

Non vogliamo discutere sull’importo della retribuzione e sulle competenze ma sull’opportunità morale e sociale di riconoscere un valore economico tanto alto in un momento in cui il trasporto pubblico è in crisi sia di servizio sia dal punto di vista economico, il Comune di Roma è fortemente indebitato, ogni giorno fuori i cancelli di ATAC ci sono dipendenti di ditte esterne che manifestano il mancato ricevimento degli stipendi in quanto ATAC stessa non riesce a far fronte ai suoi impegni e la crisi è diffusa ovunque.

Un’ultima riflessione riguarda l’opportunità di avere un Super Manager in un’azienda come ATAC Patrimonio che è nata principalmente per la gestione del Patrimonio di ATAC e per la valorizzazione (vendita) dello stesso ma non è riuscita a realizzare concretamente nulla di quanto nei suoi obiettivi.

Ecco quanto riportato nel homepage di ATAC Patrimonio relativamente alla sua mission disattesa:

Il Consiglio Comunale nell’attuare il complesso ed articolato progetto di riordino organizzativo e societario delle società del Comune di Roma operanti nel settore del trasporto pubblico locale ha previsto ed autorizzato lo scorporo da ATAC S.p.A. del ramo d’azienda inclusivo della società ATAC Patrimonio S.r.l. al fine di ottenere una partecipazione direttamente e interamente controllata dal Comune di Roma.
Tale intervento viene incontro all’esigenza di sollevare in parte la gestione dei servizi di TPL sotto la competenza comunale, oggi gravata da significative perdite, da alcuni dei costi di sistema, nonché a quella, in vista dell’ulteriore sviluppo delle iniziative di sviluppo immobiliare intraprese o da intraprendere, di focalizzare le attività e le competenze specialistiche richieste per operare con successo nel mercato di riferimento.
Le attività svolte dalla nuova “società del patrimonio” consistono:
  • nelle verifiche di integrità dei beni impiegati dalle aziende comunali del TPL e da altri soggetti e nella relativa interlocuzione tecnica con gli utilizzatori, per la parte relativa alle manutenzioni straordinarie degli immobili stessi;
  • nella valorizzazione del patrimonio disponibile, con la promozione, realizzazione e gestione del programma di dismissioni immobiliari già in corso e lo sviluppo di nuovi progetti mirati, in continuità con quanto già svolto dalla ATAC Patrimonio s.r.l.;
  • nella gestione di quota parte dell’indebitamento finanziario verso il sistema finanziario;
  • nel reperimento di risorse finanziarie (in prospettiva) per nuovi investimenti;
La nuova “società del patrimonio”, in continuità a quanto già stabilito dall’Amministrazione Comunale in esito all’operazione di scissione mantiene la qualifica dunque di società “in house” avente capitale interamente controllato dall’ente locale.
In tale direzione i competenti Uffici Comunali e ATAC Patrimonio stanno operando per:
  • individuare strumenti idonei a introdurre, nel rispetto della normativa applicabile, una corsia preferenziale tecnico-amministrativa per l’iter procedimentale dei progetti principali di valorizzazione su cui si basa la credibilita’ del piano pluriennale della nuova società del patrimonio
  • porre in essere le condizioni per una piena utilizzazione della nuova societa’ del patrimonio per la realizzazione di interventi utili alle politiche per la mobilita’ e l’ambiente (parcheggi di scambio e sostitutivi, impianti fotovoltaici ecc.), finanziabili anche mediante la realizzazione di volumetrie non complementari allo scambio e lo sfruttamento commerciale dei siti attraverso la raccolta pubblicitaria
  • studiare le possibili soluzioni tecniche e legali per una presa in carico dello sfruttamento dei beni demaniali già gestiti da ATAC, ovvero di quelli che per interesse funzionale potranno essere trasferiti a valle del passaggio dal demanio Statale al demanio del Comune.
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2 Responses to Trasporto Pubblico senza soldi ma Manager strapagati

  1. daniele says:

    trasporto senza soldi?come si spiega la decisione di dare al personale viaggiante un telefonino per motivi lavorativi?siamo diventati imprenditori? a che fine?. troppi soldi fanno male.

  2. Anonimo says:

    Il Consiglio Comunale nell’attuare il complesso ed articolato progetto di riordino organizzativo e societario delle società del Comune di Roma operanti nel settore del trasporto pubblico locale ha previsto ed autorizzato lo scorporo da ATAC S.p.A. del ramo d’azienda inclusivo della società ATAC Patrimonio S.r.l. al fine di ottenere una partecipazione direttamente e interamente controllata dal Comune di Roma.