Trasposto pubblico nel Lazio, il caos da riorganizzare

Porsi il problema degli spostamenti delle persone e come migliorarli per una metropoli come Roma vuol dire guardare a un territorio più ampio, perlomeno regionale.

Infatti, avere oggi un’ottica organizzativa limitata dal confine del Grande Raccordo Anulare, vuol dire avere una visione miope, in considerazione del fatto che è in costante aumento il numero delle persone che abitano nel territorio regionale e che giornalmente raggiungono Roma per motivi di lavoro o di studio.

Per tale motivo, il trasporto pubblico in un’area metropolitana è diventato una responsabilità di tipo regionale e, quindi, sia l’organizzazione, sia il finanziamento deve avere un’ottica che copra tutta la regione e tutti i modi di trasporto che in questa sussitono.

Il sistema è di indubbiamente complesso; il trasposto pubblico locale avviene su reti multimodali gestite da più aziende pubbliche e private; aziende che possono essere internazionali, nazionali, regionali e locali.

Esiste, sullo stesso territorio, la coesistenza di monopoli e concorrenza; una forte frammentazione di responsabilità e, naturalmente una utenza con molteplici esigenze.

Se analizziamo tutti gli attori coinvolti nel trasporto regionale, è evidente come nel Lazio regni un grande CAOS. Tra gli enti locali troviamo, oltre a Roma Capitale e alla Regione Lazio, le 5 Provincie e ben 378 Comuni. Inoltre sono state create due agenzie che hanno il compito di gestire la pianificazione, la progettazione e il controllo della mobilità sia pubblica che privata e sono “Roma Servizi per la Mobilità” ed “Aremol”, rispettivamente per il Comune di Roma e per la Regione Lazio.

A questo punto, l’elenco continua con gli operatori di esercizio che sono la municipalizzata ATAC e la privata Roma TPL per il territorio del Comune di Roma, Cotral che spazia su tutta regione insieme ad altre 30 aziende private.

Non si devono inoltre dimenticare i treni regionali e locali, fetta importante del trasporto, effettuato da RFI attraverso Trenitalia.

Come se poi tutto questo non bastasse, a complicare l’organizzazione del Trasporto Pubblico Locale, il Comune di Roma che la Regione Lazio, hanno creato due società !ad hoc! per la gestione dell’importante patrimonio immobiliare (Roma Patrimonio e Cotral Patrimonio); crediamo con l’unico scopo di moltiplicare le poltrone e di costi.

Tutta questa miscellanea di aziende ed enti comporta una definizione di strategie, che se non coordinate hanno impatti devastanti sul servizio prestato agli utenti.

A tal proposito, si può fare un esempio esplicativo di quanto è avvenuto in questi ultimi anni. ATAC si è vista definanziare i suoi servizi per oltre 200 milioni di euro l’anno e prorogare il suo affidamento, per solo il 2012, con l’incognita di una futura gara del servizio che porti alla privatizzazione.

Cotral invece ha sottoscritto con la Regione Lazio un nuovo contratto di servizio per ulteriori sette anni, senza la determinazione di nessun efficientamento; così come anche per Trenitalia, la Regione ha rinnovato il contratto senza nessuna modifica ai contenuti operativi o ai costi di funzionamento.

Per non parlare poi dell’inefficienza delle mancate coincidenze tra diverse modalità di trasporto!

Questi esempi dimostrano come a fronte di una diminuzione delle risorse e dei finanziamenti, i vari attori hanno riservato e avuto trattamenti diversi a causa della disomogeneità delle istituzioni ed enti di controllo e per la loro mancata assegnazione di responsabilità.

Visto che questo sito web vuole essere soprattutto un contenitore di idee, un mezzo per raccogliere suggerimenti, consigli e proposte vogliamo, qui di seguito, esprimerne alcuni:

Per prima cosa riteniamo necessario definire dei livelli di responsabilità certi e misurabili nonché determinare efficienti processi decisionali:

– Le Istituzioni devono avere la responsabilità politica delle strategie e dell’allocazione delle risorse trovando un indirizzo comune;

– Le Agenzie devono occuparsi della regolamentazione e controllo della programmazione operativa, della mobilità sostenibile;

– Le Aziende devono focalizzarsi sulla responsabilità imprenditoriale dell’erogazione dei servizi e sull’efficientamento degli stessi;

– Gli Utenti devono organizzarsi ai fini del rispetto dei loro diritti.

Si propone inoltre di creare una unica autorità integrata necessaria, secondo quanto già detto, alla gestione di un trasporto pubblico locale sempre più di ambito regionale.

Accorpare Roma Servizi per la Mobliità e l’Aremol oltre a far diminuire inutili poltrone avrebbe indubbiamente un effetto benefico sull’organizzazione dei servizi integrati.

Un’ unica Autorità potrebbe gestire tutti i mezzi di trasporto pubblico afferenti la Regione Lazio e definire un quadro in cui i vari operatori d’esercizio possono svolgere i loro servizi.

L’integrazione avverrebbe anche sulla definizione di concetti di servizi minimi, investimenti infrastrutturali, la pianificazione e programmazione operativa dei servizi, le tariffe, le modalità di vendita, il marketing e l’informazione alla clientela.

Altro aspetto da integrare è anche la definizione degli obiettivi ed il controllo sula qualità del servizio erogato e sulla soddisfazione dei clienti.

Ultimo punto che vogliamo trattare in questo post, è la scandalosa esistenza di due Aziende (ATAC Patrimonio e Cotral Patrimonio) che si occupano, appunto, del patrimonio. A nostro avviso tenute in vita solo per salvaguardare costosissime poltrone (solo il DG di ATAC Patrimonio, Gioacchino Gabbuti, ha uno stipendio di 600 mila euro).

Attualmente queste aziende non hanno alcuna funzione operativa e potrebbero essere fuse con ATAC/Cotral con sensibili risparmi sui costi di gestione.

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One Response to Trasposto pubblico nel Lazio, il caos da riorganizzare

  1. Giobbe says:

    Sempre gli ultimi… Due linee e mezza… il top. che tristezzaaa